Un bel disco, graffiante, rozzo, quasi punk, dalle liriche studiate e incisive. Questo è quantoci presentano i Treason Trauma, all’esordio discografico ufficiale con Revubs (dopo un primo EP in inglese del 2013).

Copertina del disco. Artwork: Giovanni Campi
Otto tracce accomunate dal desiderio di urlare un non esattamente indirizzato scontento generazionale, uno scorcio di incazzatura contro alcune dinamiche esistenti nella società attuale, dove un teen-ager, e prima ancora un bambino, si ritrova inconsapevolmente e involontariamente gettato.
Il disco si apre con “Offerte d’aria”, una canzone che suona sicuramente abbastanza vecchia, ci ricorda un po’ le ritmiche incalzanti del folk britannico – specialmente i Mumford & Sons. Il basso elettrico, suonato da Simone Perilli, fa camminare veloce la seconda traccia, “Comodi”, tanto armonicamente semplice quanto profonda nelle liriche. Andando avanti nell’ascolto, ci imbattiamo in elementi presi ovunque dall’universo rock, qualcosa dal grunge, qualcosa dal punk, qualcos’altro addirittura dal glam/sleaze (come gli assoli, anche abbastanza lunghi e frequenti, raro e forse anacronistico per un disco uscito nel 2018).
La quarta traccia, nonché singolo del disco (di cui è stato anche realizzato un videoclip per mano di Giulio Bellettini), “La Variopinta Galera”, è un pezzo di grande impatto, sicuramente anche live. Un bel testo, urlato dal cantante Simone Stagi, che vuole invitare gli ascoltatori a darsi una svegliata, guardarsi attorno, consapevoli che comunque le possibilità di felicità e di cambiamento della propria condizione al mondo siano rare, quasi chimeriche, e in ogni caso frutto di una clamorosa fatica – destinata quasi certamente a deludere.

Treason Trauma. Foto: Giulia di Oto
Sicuramente anche il nuovo panorama indie, o per essere più precisi “it-pop”, ha avuto influenza sui ragazzi al momento della stesura del disco. Evidente prova ne possono essere tracce come “L’Orologio” e “Supernova“, mentre le chitarre scarne e ridondanti di “Borderline” possono essere viste come figlie del Lo-Fi italiano, su tutti de “L’Officina della Camomilla“.
Tanta energia, un po’ di disillusione (o di “presammale”, come si direbbe nel 2018), chitarre piene e gustose, un disco sicuramente vecchio, grintoso, quasi lo vorremmo ascoltare su cassetta. Ma ha anche dei difetti.
Cazzo scrivi (le recensioni)? Cazzo fai?
Ascolta ora il disco!
I Treason Trauma sono: Simone Stagi, Luigi Buonpensiere, Simone Perilli, Giovanni “Ross” Campi.
Disco prodotto da Treason Trauma e Revubs.
Registrato e mixato da Roberto Benacci e Leonardo Lombardi presso lo studio de La Clinica Dischi a Sarzana (SP). Mastering a cura di David Campanini presso il Sonic Lab Studio di La Spezia.
di Luigi Stulari







